Intangib(i)le

Racconti di produzioni immateriali in Campania

Intangib(i)le. Racconti di produzioni immateriali in Campania è un progetto editoriale dedicato al patrimonio culturale immateriale della Campania. Un e-magazine gratuito, con uscite a cadenza mensile, edito dalla Alós Edizioni, che racconta le ricchezza del patrimonio culturale intangibile della regione e come farne esperienza a contatto diretto con le comunità e i luoghi abitano. Darà voce agli abitanti stessi e al loro “saper fare” e creare cultura. Uno spazio aperto a sguardi diversi, che coinvolge tutto il territorio, soprattutto quello interno e periferico, per dare forma a un museo diffuso dell’intangibile.

Intangib(i)le è un progetto promosso e sostenuto dalla Regione Campania – Settore Promozione e valorizzazione dei beni culturali.

Dentro il paesaggio – intangib(i)le n. 15 2026

Questo numero 15 di intangib(i)le è stato immaginato pensando alla Giornata Nazionale del Paesaggio del 14 marzo, una ricorrenza che ogni anno invita a riflettere su cosa significhi “guardare” un territorio in relazione all’articolo 9 della nostra Costituzione.

Che sia densamente antropizzato o lasciato apparentemente inerte, esso è sempre il frutto di una scelta consapevole di una comunità umana. Anche un paesaggio millenario rimasto intatto rappresenta una decisione culturale precisa: quella di preservare un equilibrio, di non agire, di riconoscere in una vitalità spontanea una forma di sapienza (anche extra-umana).

In questo scenario, la Campania si offre come un baricentro metodologico e conoscitivo d’eccezione. Comprendere il valore del paesaggio in questo contesto significa riconoscere che esso non è un semplice fondale, ma il deposito stratificato di una vera e propria pedagogia della visione e della relazione.

Carnevale, perché sei morto? – intangib(i)le n. 14 2026

Il quattordicesimo numero di questa rivista è interamente dedicato al Carnevale e le lettrici e i lettori potranno conoscere meglio il variopinto panorama festivo della regione acquisendo almeno una consapevolezza: questa festa per essere conosciuta dev’essere avvicinata non con superficialità. Non si tratta solo di coriandoli e maschere ma di qualcosa di più profondo che merita rispetto, chi vuole farsi raccontare una storia direttamente dal protagonista di un fatto meraviglioso, deve andarlo a trovare a casa sua sentendosi ospite ben accolto proprio il giorno della festa.

A fare da tramite, i contributi di questo fascicolo, sono stati scritti da antropologhe, antropologi, ricercatori locali che, con l’ausilio della rwdazione di Intagib(i)le, hanno raccontato con sguardi diversi il Carne- vale della Campania.

Una cartina della regione, inoltre, prova a mappare i principali Carnevali della Campania situando nello spazio i luoghi che, in forme e modalità diverse, aiutano a comprende- re la molteplicità e la pluralità festiva.

L’Ulivo in Campania: messaggero di identità millenaria – intangib(i)le n. 13 2026

Questo primo numero del secondo anno di intangib(i)le segna l’apertura di una fase più ampia e partecipativa della rivista. Sentendo la necessità di approfondire temi e siti, intangib(i)le intende trasformarsi in un vero strumento di connessione verso quel “museo vivente” della Campania (che la redazione aveva prefigurato fin dall’inizio) con l’auspicio che il lettore fruisca direttamente dei tesori immateriali di cui la nostra regione è ricca.

Il protagonista di questo nuovo inizio è l’ulivo, pianta che incarna perfettamente il “patto millenario” tra uomo e natura alla base di molti dei tesori del patrimonio immateriale di questa parte dell’Occidente. Maria Cristina Comite esplora l’ulivo non come semplice risorsa agricola, ma come un testimone silenzioso della civiltà occidentale. Marco Izzolino delinea sette itinerari tematici che spaziano dalla dimensione fisica dell’olivicoltura eroica a quella poetica delle suggestioni del Grand Tour e della pittura. Simone Valitutto esplora il profondo legame simbolico e rituale tra l’ulivo e la cultura popolare campana.

Storie ‘intorno’ alla Natività – intangib(i)le n. 12 2025

Con questo dodicesimo numero, che segna il traguardo del nostro primo anno di pubblicazioni, Intangib(i)le sceglie di volgere l’attenzione al periodo delle festività invernali e, in particolare, alla Natività. Lo scopo, simbolicamente importante per l’uscita, è stato quello di cercare e portare alla luce storie poco conosciute del patrimonio immateriale campano connesse, in modo diretto o trasversale, al ciclo liturgico.

Apriamo il numero con il saggio di Mauro Improta legato al celebre detto popolare “Non sfrocoliate la Mazzarella di San Giuseppe”. Proseguiamo con il saggio di Marco Izzolino sulla Madonna di Casaluce, che analizza il rito biannuale della Traslazione, guidandoci tra le ragioni politiche e devozionali che legano l’immagine al destino angioino e normanno del Regno di Napoli. Infine, il contributo di Caterina Sanasi ci riporta all‘essenza del rito domestico, esplorando le radici della processione familiare del Bambino e ripercorrendo le usanze che, dalla Novena dell’Immacolata alla Candelora, aprono e chiudono il ciclo natalizio campano.

La viticoltura eroica – intangib(i)le n. 11 2025

Questo numero della rivista viene raccontata una delle innumerevoli eccellenze immateriali di quella fertile regione pianeggiante che si estende lungo il piede dell’Appennino Campano, tra i Monti Aurunci, a Nord, e la parte settentrionale dei Campi Flegrei, a Sud: l’agro aversano. Un territorio tanto geograficamente indefinito, quanto culturalmente riconoscibile, di cui sin dai tempi della colonizzazione etrusca, si loda l’ineguagliabile bellezza paesaggistica, la fertilità del suolo e la peculiarità dei suoi frutti. Gli articoli di queso numero trattano della cultura enoica di questa area ed in particolare di un’antica pratica vitivinicola “eroica” che risalirebbe, attraverso una tradizione immateriale millenaria, proprio all’epoca della colonizzazione etrusca: l’alberata Aversana.

Procida e Monte di Procida – intangib(i)le n. 10 2025

Il numero 10 celebra le donne, i saperi artigianali e le pratiche culinarie marinare come elementi vivi e cruciali dell’identità culturale della Campania.

I principali contenuti includono:

La centralità delle donne nell’economia familiare e nella cultura del mare sull’isola di Procida, dove tradizioni di tessitura, gestione domestica e attività marittime si intrecciano con una forte impronta matriarcale.

Il riconoscimento ufficiale del gozzo napoletano-flegreo come patrimonio immateriale regionale, accompagnato da un approfondimento storico e culturale sulle imbarcazioni, la loro costruzione e il valore delle pratiche artigianali tradizionali.

Le ricette tradizionali legate all’accudimento di marinai e naviganti, dove la preparazione di alimenti a lunga conservazione esprime un amore concreto e la continuità di cura anche a distanza.

METRO ART NAPOLI – intangib(i)le n. 9 2025

Il numero 9 della rivista esplora il valore culturale immateriale delle Stazioni dell’Arte della Metropolitana di Napoli.

Questi spazi, che uniscono arte contemporanea e infrastrutture urbane, sono presentati come “musei viventi” che raccontano la stratificazione storica e culturale della città. Gli articoli approfondiscono il ruolo delle stazioni come luoghi di conoscenza, formazione e partecipazione culturale, evidenziando la loro importanza per le nuove generazioni e la comunità locale.

MORIGERATI – intangib(i)le n. 8 2025

Questo numero della rivista condurrà il lettore nel cuore del Cilento, in un viaggio tra paesaggi autentici e comunità trasformative, per scoprire come il patrimonio culturale immateriale possa non solo essere custodito, ma rigenerarsi e risuonare, diventando motore di sviluppo e innovazione. Vi presentiamo Transluoghi – Ecomuseo del Bussento Contemporaneo, un’iniziativa pionieristica nata a Morigerati, che ridefinisce il rapporto tra territorio, comunità e cultura.

Frutto di un decennale percorso di ‘ricerca-azione’, e recentemente riconosciuto come Ecomuseo dalla Regione Campania, Transluoghi è un laboratorio di sperimentazione che ha saputo trasformare le storie, le tradizioni e i saperi locali in un sistema integrato per fare esperienza turistica e culturale del territorio.

STREET ART A NAPOLI (progetto Ultra Moenia) – intangib(i)le n. 7 2025

A Napoli, città costruita strato su strato, i muri non sono mai stati semplici delimitazioni di spazi. Sono diventati pagine pubbliche, luoghi di narrazione collettiva, custodi di proclami, sogni e ribellioni. Dai graffiti dell’antichità agli affreschi religiosi, dai manifesti politici alla street art contemporanea, le pareti partenopee hanno sempre dato voce a una comunità viva e creativa.

Oggi, il writing, i murales e le opere di street art non sono una moda passeggera, ma l’eredità di una pratica antica, che continua a trasformare il tessuto urbano in uno spazio condiviso di memoria e immaginazione.

Napoli insegna che i muri possono separare, ma anche unire: diventano superfici di dialogo e strumenti di sopravvivenza sociale, dove comunicare è, da sempre, un modo per vivere.

ATENA LUCANA – intangib(i)le n. 6 2025

C’era una volta… Atena Lucana

Un nome che richiama dee antiche e passaggi di confine, un luogo dove il tempo scorre tra pietra, mito e memoria.

Il nuovo numero di Intangib(i)le ci conduce ad Atena Lucana, nel cuore del Vallo di Diano: un borgo dove l’arte urbana si intreccia con la storia millenaria.

Come ogni mito, tutto comincia con un nome. E da lì si snoda un racconto fatto di strade acciottolate, segni sui muri, voci del presente che dialogano con l’antico. Un paese che non si limita a custodire il passato, ma lo reinventa, lo riscrive, lo espone.

Un viaggio tra archeologia e street art, tra riti invisibili e nuovi immaginari, per scoprire che anche i luoghi più piccoli possono essere spazi di visione e trasformazione.

CASTEL DI SASSO – intangib(i)le n. 5 2025

C’era una volta… Castel di Sasso

Un toponimo che sembra uscito da una fiaba, un luogo dove storia e immaginario si intrecciano tra pietra e silenzio.

Il nuovo numero di Intangib(i)le ci porta tra i sentieri nascosti di Castel di Sasso, uno dei comuni sparsi più affascinanti della provincia di Caserta.

Come in ogni fiaba, tutto comincia con un “C’era una volta”, e da lì si apre un racconto fatto di voci, gesti, paesaggi e memorie. Un piccolo paese che resiste, trasformandosi, e che oggi diventa spazio di riflessione, arte e visione.

Un viaggio tra reale e simbolico, tra identità e possibilità, per scoprire che anche i luoghi meno battuti possono essere centri pulsanti di cultura.

SANT’AGATA DE’ GOTI – intangib(i)le n. 4 2025

Sant’Agata de’ Goti come non l’avete mai vista. O forse solo sognata. Un borgo antico, crocevia millenario di popoli e culture, emerso dalla roccia e abitato dalla memoria. Sant’Agata de’ Goti, terra di confine e di continuità, si racconta oggi attraverso uno sguardo nuovo, profondo, interiore: quello di Giacomo Por, artista visivo e “figlio a respiro” di queste pietre.

Nel nuovo numero di Intangib(i)le, Por ci accompagna in un viaggio fotografico sospeso tra luce e ombra, superficie e profondità, assenza e presenza. Le sue immagini – venti ritratti in bianco e nero – non descrivono, ma evocano. Non illustrano, ma interrogano. E ci invitano a «vedere al buio», per lasciar emergere ciò che resta invisibile alla luce piena. Sant’Agata non è solo lo sfondo. È il volto stesso del racconto: stratificato come la sua storia, intimo come un diario muto, archeologia viva di emozioni e presenze sospese. Tra soglie, cantine e tetti, ogni frammento diventa simbolo di un confine che non divide, ma connette.