Un paese-scrigno, sospeso tra il vuoto e la forma. Calitri si arrampica, si sgretola e si reinventa, come le storie che custodisce. È materia viva di terremoti e rinascite, di architetture che tremano e di gesti che resistono.
Nel terzo numero di intangib(i)le attraversiamo i suoi margini, esploriamo il rapporto profondo tra il costruito e l’abitato, tra l’assenza e la traccia.
Un numero da leggere come si attraversano le crepe: in ascolto, in punta di piedi, lasciandosi toccare.