Con questo numero si chiude idealmente una trilogia del paesaggio campano che ha guidato la riflessione della rivista negli ultimi mesi. In questo caso la riflessione si sposta verso una modalità innovativa e originale di autodefinizione territoriale: il modello della Città Caudina, intesa come nuova città policentrica e metrorurale.
L’occasione generatrice di questo focus è stata la candidatura della Valle Caudina a Capitale Italiana della Cultura 2028. Una candidatura che, pur non avendo raggiunto l’esito formale sperato, non ha affatto esaurito la sua spinta propulsiva. Al contrario: il processo di co-progettazione ha agito come un formidabile addensante, materializzando e portando a consapevolezza un’infrastruttura culturale, antropologica e politica che era già latente nel tessuto sociale dei 14 comuni coinvolti.
Questo modello costituisce una forma di unione identitaria di natura squisitamente culturale, capace di superare la storica frammentazione amministrativa che divide la valle tra le province di Benevento e Avellino.